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Ingredienti per:
500 g farina 00
250 g farina 0
300 g latte intero a temperatura ambiente
170 g acqua a temperatura ambiente
50 g strutto (o 50 g olio evo per versione senza strutto)
50 g olio evo
20 g sale
10 g lievito di birra fresco
Tempi
Preparazione in minuti
20
Cottura in minuti
30
Totale in minuti
140
VALORI nutrizionale
Calorie Totali
Proteine
Carboidrati
Grassi
Fibre
Ricetta
Fascia di costo
Bassa
Difficoltà
2
Portata
Pane e lievitati
Accesso UTENTE
Silver
ALLERGENI
Impasto nella planetaria (10-12 min): Nella ciotola della planetaria montata con il gancio, unite le due farine (500 g di 00 + 250 g di 0) e sbriciolate il lievito di birra fresco (10 g). Avviate a velocità bassa (vel. 1-2). Aggiungete lo strutto (50 g a pezzetti) e lasciate che si incorpori per 2 minuti. In un bricco, mescolate il latte intero (300 g, a temperatura ambiente) con l'acqua (170 g — partite con 150 g e aggiungete il resto se l'impasto lo assorbe bene; ogni farina reagisce diversamente). Versate i liquidi a filo con la planetaria in movimento. Dopo 4-5 minuti, quando l'impasto inizia a formarsi, aumentate a velocità media (vel. 3-4) e aggiungete l'olio evo (50 g) e il sale (20 g). Impastate per altri 5-6 minuti: l'impasto è pronto quando si stacca pulito dalle pareti della ciotola, è liscio, elastico e leggermente lucido — se lo tirate con le dita deve formare una membrana sottile senza strapparsi (test della finestra).
Prima lievitazione (60-90 min): Formate una palla, ponetela in una ciotola leggermente oliata, coprite con pellicola e lasciate lievitare a temperatura ambiente (22-25°C) fino al raddoppio — in estate basterà un'ora, in inverno anche 90 minuti. L'impasto è pronto quando, premendo con un dito infarinato, la fossetta torna indietro lentamente.
Formatura (10 min): Rovesciate l'impasto su un piano leggermente infarinato e sgonfiatelo delicatamente con le mani. Stendetelo con il mattarello a uno spessore di 7-8 mm — non meno di 6 mm (verrebbero secche e croccanti come cracker) né più di 10 mm (rimarrebbero crude al centro). Con un coppa-pasta o un bicchiere da 8-10 cm, ritagliate i dischi. Raccogliete i ritagli, reimpastate delicatamente e ricavate altri dischi fino a esaurire l'impasto. Otterrete circa 25-30 tigelle.
Seconda lievitazione (20-30 min): Disponete i dischi su un vassoio infarinato, coprite con un canovaccio e lasciate rilievitare 20-30 minuti. Questo riposo è fondamentale: senza di esso le tigelle saranno dense e gommose anché fuori. I dischi devono gonfiarsi visibilmente, aumentando di circa il 50% in altezza.
Cottura (25-30 min in più tornate): Scaldate la tigelliera tradizionale, oppure una padella antiaderente larga o una piastra liscia, a fuoco medio. La temperatura è giusta quando una goccia d'acqua sfrigola ed evapora in 2 secondi — se evapora istantaneamente è troppo calda (abbassate), se resta è troppo fredda. Non ungete la superficie. Cuocete le tigelle 4-5 minuti per lato: devono formare una doratura leggera e uniforme, con qualche macchia più scura. Battete con un dito: un suono leggermente cavo indica che sono cotte all'interno. Se la superficie brucia prima che l'interno sia cotto, abbassate il fuoco. Procedete a più tornate — non affollate la padella, lasciate almeno 2 cm tra una tigella e l'altra.
Servizio: Le tigelle si servono calde, aperte a metà con un coltello (si tagliano come un panino). Farciture tradizionali: lardo pestato con rosmarino e aglio (la classica cunza), prosciutto crudo con squacquerone, lardo di Colonnata, oppure stracchino e rucola. Disponetele in un cestino avvolte in un canovaccio per mantenerle calde durante il pasto.
Note e Conservazione
L'impasto può essere preparato la sera prima e lasciato lievitare in frigo tutta la notte — basterà riportarlo a temperatura ambiente 30 minuti prima di stendere. Lo strutto dà il risultato più autentico e friabile, ma l'olio evo è un'alternativa perfettamente valida per chi preferisce.
L'angolo del Guest Chef
Le farine: Il mix 00+0 è la chiave: la 00 dà morbidezza, la 0 struttura. Se usate solo 00 le tigelle saranno troppo fragili; solo 0, troppo coriacee. In alternativa al mix, una farina tipo 1 macinata a pietra funziona bene da sola.
Lo strutto: Se lo trovate, lo strutto del macellaio di fiducia (non quello industriale in vaschetta) farà la differenza — ha un profumo leggermente nocciolato che lo strutto industriale ha perso. 50 g su 750 g di farina è giusto: deve dare friabilità, non unto.
I dati nutrizionali indicati sono calcolati sulla base di database standard e possono variare sensibilmente in base alla marca dei prodotti utilizzati, alle tecniche di cottura e alle porzioni effettive e non devono essere considerati pareri medici. L'accuratezza non è garantita. L'utente si assume la piena responsabilità per l'uso delle informazioni qui fornite, inclusa la gestione di allergie e intolleranze alimentari. L'autore declina ogni responsabilità per eventuali danni o complicazioni derivanti dall'interpretazione soggettiva delle indicazioni fornite.

