Le sarde a beccafico sono un tipico piatto siciliano. Quelle che vi propongo sono tipiche di Palermo, si cuociono in forno e si mangiano sia calde che fredde. Le sarde a beccafico - sardi a beccaficu - devono il loro nome a dei piccoli volatili, i beccafichi che venivano serviti ripieni. Visto che il piatto era molto caro, chi non poteva permetterselo sostituiva i volatili con le sarde e altri ingredienti meno cari. Il risultato è ottimo.

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Ingredienti per:
32 sarde di media dimensione (12-15 cm)
80 g mollica di pane raffermo
40 g prezzemolo fresco
20 g pinoli
20 g uvetta sultanina
2 acciughe sotto sale
1/2 arancia (succo)
2 cucchiaini zucchero
16 foglie alloro fresco
Q.b. sale
Q.b. pepe
Q.b. olio extravergine d'oliva
Tempi
Preparazione in minuti
45
Cottura in minuti
30
Totale in minuti
75
VALORI nutrizionale
Calorie Totali
Proteine
Carboidrati
Grassi
Fibre
Ricetta
Fascia di costo
Bassa
Difficoltà
2
Portata
Antipasti, Cucina italiana, Secondi di pesce
Accesso UTENTE
Silver
ALLERGENI
FASE 1 — PULIZIA DELLE SARDE (25 min): Prendete le sarde una alla volta: con un coltellino affilato, tagliate la testa e incidete il ventre per tutta la lunghezza. Rimuovete le interiora sotto acqua corrente fredda. Aprite la sarda a libro premendo delicatamente con i pollici lungo la lisca centrale, poi staccate la lisca partendo dalla coda e tirandola verso la testa — deve venire via in un pezzo unico portandosi dietro le spine laterali. Lasciate la coda attaccata: serve come “manico” per l’arrotolatura. Asciugate le sarde aperte con carta da cucina e disponetele su un vassoio. La pulizia è la fase più lunga: calcolate circa 45 secondi a sarda.
FASE 2 — PREPARAZIONE DEL RIPIENO (10 min): Mettete l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per 15 minuti. Nel frattempo, tritate il pane raffermo nel mixer a impulsi — la mollica deve essere irregolare, non polvere fine. In una padella larga scaldate 3 cucchiai di olio evo a fuoco medio e tostate la mollica per 4-5 minuti mescolando continuamente, fino a quando diventa dorata e croccante in modo uniforme. Trasferite in una ciotola capiente tenendo da parte un paio di cucchiai per la copertura finale.
Alla mollica tostata aggiungete: le acciughe dissalate e tritate finemente (devono sciogliersi nel ripieno, non restare a pezzi riconoscibili), i pinoli tostati a secco per 2 minuti in padella, l’uvetta strizzata bene, il prezzemolo tritato, un pizzico di sale e pepe, i 2 cucchiaini di zucchero e un filo d’olio evo per legare. Mescolate bene — il composto deve essere umido ma non bagnato, deve tenersi insieme quando lo pressate tra le dita.
FASE 3 — ARROTOLATURA E COMPOSIZIONE (10 min): Preriscaldate il forno a 180°C statico. Foderate una teglia con carta da forno e ungetela leggermente con olio evo. Prendete una sarda aperta, disponetela con la pelle verso il basso e stendete un cucchiaino abbondante di ripieno sulla parte interna della carne. Arrotolate partendo dal lato della testa verso la coda, in modo che la coda resti rivolta verso l’alto come una piccola bandierina — è il segno distintivo delle beccafico. Disponete le sarde arrotolate nella teglia una accanto all’altra, ben strette, alternandole con mezza foglia di alloro fresco tra l’una e l’altra. La vicinanza impedisce che si aprano in cottura.
FASE 4 — COTTURA IN FORNO (30 min): Cospargete le sarde con la mollica tostata tenuta da parte, spruzzate con il succo della mezza arancia e spolverizzate con un pizzico di zucchero — lo zucchero caramella leggermente in forno creando una crosticina dorata. Irrorate con un filo d’olio evo. Infornate a 180°C per 25-30 minuti: le sarde sono pronte quando la mollica in superficie è dorata scura e i bordi delle sarde si arricciano leggermente, mostrando il ripieno che si compatta. Se la mollica dora troppo in fretta, coprite con un foglio di alluminio negli ultimi 10 minuti.
IMPIATTAMENTO: Servite le sarde direttamente dalla teglia, oppure trasferitele con delicatezza su un piatto da portata con una spatola larga. Disponetele in file ordinate con le code all’insù. Guarnite con qualche fogliolina di prezzemolo fresco e una fetta d’arancia sul bordo del piatto. Si gustano sia calde appena sfornate che a temperatura ambiente il giorno dopo — in Sicilia sono tradizionalmente un piatto “da picnic” che migliora riposando.
Note e Conservazione
Le sarde si trovano più facilmente in primavera e inizio estate — in questo periodo sono grasse e saporite. Si possono preparare anche il giorno prima e cuocere al momento: tenere le sarde arrotolate in frigo coperte da pellicola. L’uvetta va ammollata in acqua tiepida per almeno 15 minuti prima dell’uso, strizzandola bene prima di aggiungerla al ripieno.
L'angolo del Guest Chef
Le sarde: Scegliete sarde di media dimensione (12-15 cm) — troppo piccole si sfilacciano nell’arrotolatura, troppo grandi hanno la carne fibrosa. La pelle deve essere lucida e iridescente, l’occhio brillante. Quelle del Mediterraneo (FAO 37) hanno un sapore più delicato di quelle atlantiche.
Il pane: Il segreto del ripieno croccante è usare pane raffermo (almeno 2 giorni) e tostare la mollica in padella con poco olio fino a doratura uniforme. La mollica fresca assorbe troppo grasso e resta molle dentro la sarda.
L’alloro: Usate foglie di alloro fresco, non secco — il fresco rilascia un profumo più dolce e meno aggressivo tra una sarda e l’altra durante la cottura.
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